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Al Teatro al Parco “Il giardino dei ciliegi. Trent’anni di felicità in comodato d’uso”

Parma - Teatro al parco
Al Teatro al Parco “Il giardino dei ciliegi. Trent’anni di felicità in comodato d’uso”

Čechov emigra nelle periferie, e in scena c’è Lodo Guenzi

Il 23 novembre al Teatro al Parco “Il giardino dei ciliegi. Trent’anni di felicità in comodato d’uso”, spettacolo rivelazione della compagnia Kepler-452, trasferisce il capolavoro di Čechov nel dramma reale dello sfratto eseguito alla periferia di Bologna ai danni di Giuliano e Annalisa Bianchi, presenti in scena con attori professionisti e con il frontman de Lo Stato Sociale

 Con questo spettacolo, che vede in scena anche il frontman de Lo Stato Sociale Lodo Guenzi,  hanno vinto il premio Rete Critica nel 2018 ottenendo consensi unanimi dalla stampa e dal pubblico dei maggiori teatri italiani. Si chiamano Kepler-452, sono una delle compagnie più apprezzate della nuova scena e sabato 23 novembre alle 21 portano al Teatro al Parco di Parma, nell’ambito della rassegna del Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti «Serata al Parco nel tempo sospeso fino al 30 novembre 2019», «Il giardino dei ciliegi. Trent’anni di felicità in comodato d’uso», una riscrittura del classico di Čechov che si basa su un inedito legame tra i personaggi inventati dallo scrittore russo  all’inizio del ‘900 e due persone reali sfrattate nel 2015 da una casa colonica alla periferia di Bologna, dove avevano vissuto per trent’anni. «Trent’anni di felicità in comodato d’uso», recita con amara ironia il sottotitolo dello spettacolo, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione, e proprio in questo legame tra persone vere e personaggi di invenzione è il cuore di un modo di fare teatro. Nel dramma Anton Čechov immagina che in un anno non definito di fine Ottocento il giardino dei ciliegi di Ljuba e Gaev, proprietari terrieri nella Russia prerivoluzionaria, vada all’asta per debiti insieme alla loro casa. Ad acquistarlo è Lopachin, ex-servo della gleba arricchitosi dopo la fine della schiavitù, rampante rappresentante della borghesia in ascesa. Il centro del dramma è la scomparsa di un luogo magico, profondamente impregnato delle vite di chi lo abita, che in questa rilettura dell’opera di Čechov diventa il luogo della coppia. I componenti di Kepler-452, Nicola Borghesi, Paola Aiello ed Enrico Baraldi, hanno cominciato, come sono soliti fare, a sbirciare nelle pieghe della loro città, Bologna, alla ricerca del loro Giardino dei ciliegi. «Tra i moltissimi incontri che abbiamo fatto nel corso della nostra indagine – raccontano − ce n’è stato uno che ha cambiato definitivamente il corso delle prove e, inaspettatamente, delle nostre vite: quello con Giuliano e Annalisa Bianchi, che per trent’anni hanno vissuto in una casa colonica concessa in comodato d’uso gratuito dal Comune nella periferia di Bologna. Giuliano e Annalisa Bianchi per trent’anni si sono occupati di due attività principali: il controllo della popolazione dei piccioni e l’accoglienza di animali esotici o pericolosi. Si attiva così un ménage strano, marginale, meraviglioso: convivono in casa Bianchi babbuini, carcerati ex 41-bis in borsa lavoro, una famiglia rom ospite, boa constrictor. Trent’anni, come ci dicono Giuliano e Annalisa, di pura felicità».  Finché nel 2015 si avvicina il momento dell’apertura, proprio di fronte al loro giardino dei ciliegi, di un grande parco a tema agroalimentare, Fico. In coincidenza con l’avvicinarsi dell’apertura del parco i Bianchi ricevono un avviso di sfratto. La magia di questo contemporaneo Giardino dei ciliegi - gli animali, le relazioni, gli affetti - cessa improvvisamente di esistere in una mattina di settembre. «Una storia – continuano gli autori - così lontana nel tempo e nello spazio da quella di Gaev e Ljuba eppure così simile nella sua essenza». Nicola, Paola ed Enrico hanno trascorso molto tempo con i Bianchi, cercando di capire che cosa fosse successo e quale sia la loro posizione rispetto alla vicenda che li ha travolti, provando a innamorarsi senza perdere la lucidità. Dopo un lungo corteggiamento sono riusciti a convincerli ad andare in scena, a vestire i panni di Ljuba e Gaev e a raccontare, insieme agli attori, la storia dello sgombero e del loro incontro. «Il giardino dei ciliegi. Trent’anni di felicità in comodato d’uso» vuole essere un’indagine «su dove oggi si sia posata la dialettica tra illuminismo e magia, tra legge e natura, e su dove ci troviamo noi. Forse, più semplicemente, è la storia di un incontro». Dopo lo spettacolo Vincenza Pellegrino e Roberta Gandolfi, docenti dell’Università di Parma, dialogano con la Compagnia. Il testo dello spettacolo è pubblicato nella collana Linea di ERT Fondazione e Luca Sossella Editore. Biglietti da 14 € a 6 € in vendita su Vivaticket e alla biglietteria del Teatro al Parco. Informazioni 0521 992044, www.solaresdellearti.it/teatrodellebriciole.

 

IL GIARDINO DEI CILIEGI

TRENT’ANNI DI FELICITA’ IN COMODATO D’USO

ideazione e drammaturgia Kepler-452 (Aiello, Baraldi, Borghesi)

regia Nicola Borghesi

con Annalisa e Giuliano Bianchi, Tamara Balducci, Nicola Borghesi e Lodovico Guenzi

regista assistente Enrico Baraldi

assistente alla regia Michela Buscema

luci Vincent Longuemare

suoni Alberto "Bebo" Guidetti

scene e costumi Letizia Calori

video Chiara Caliò

foto Luca Del Pia

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

 

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