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Dicembre 2018
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Mostra “Il DOVERE della FESTA. Effimeri barocchi farnesiani a Parma, Piacenza e Roma (1628-1750)”

Palazzo Bossi Bocchi, Parma, Strada Ponte Caprazucca, Parma, PR, Italia
Mostra “Il DOVERE della FESTA. Effimeri barocchi farnesiani a Parma, Piacenza e Roma (1628-1750)”

Inaugurazione della mostra “Il DOVERE della FESTA. Effimeri barocchi farnesiani a Parma, Piacenza e Roma (1628-1750)”

Sabato 06 ottobre, ore 17,30 | Palazzo Bossi Bocchi

Il Presidente di Fondazione Cariparma Gino Gandolfi e il Direttore del Complesso Monumentale della Pilotta Simone Verde inaugurano la mostra “Il DOVERE della FESTA. Effimeri barocchi farnesiani a Parma, Piacenza e Roma (1628-1750)” sabato 06 ottobre alle ore 17,30 presso il Palazzo Bossi Bocchi.

Concepita in occasione delle celebrazioni dei 400 anni dalla costruzione del Teatro Farnese (1618), la mostra è un itinerario tra le spettacolari architetture effimere realizzate dai Farnese dal 1618 sino all’estinzione della dinastia: opere grandiose, figlie di quell’età barocca da cui scaturisce l’odierna “civiltà dell’immagine”.

Sotto l’egida ducale, un fenomeno di teatralità diffusa, a opera delle maestranze specializzate negli allestimenti scenografici, si riscontra in maniera capillare nelle due capitali farnesiane, Parma e Piacenza, ma anche a Roma, il centro di potere al quale la dinastia tutto doveva. Quali ragioni animavano i promotori dei sontuosi (e terribilmente costosi) apparati effimeri, lieti o lugubri? L’aspirazione di apparire sul palcoscenico del mondo, il dovere ineludibile di manifestarsi, pena l’esclusione dalle dinamiche politiche e dalla percezione sociale.

L’arco cronologico della mostra, 1628-1750, parte dai festeggiamenti per l’entrata di Margherita di Toscana, giovane moglie del duca Odoardo, e termina con gli allestimenti per i funerali di Dorotea Sofia di Neoburgo, quando avviene il passaggio di testimone tra l’ultima duchessa Farnese e il nipote Filippo di Borbone-Spagna. Quasi due secoli (1545-1731) di governo ininterrotto, durante i quali ogni duca è committente di apparati effimeri per ogni occasione memorabile, lieta o funesta, legata alle vicende della dinastia. La rassegna ne esporrà una ricca sequela, alcuni dei quali inediti o poco approfonditi dagli studi, che appaiono come vere e proprie strutture architettoniche – archi trionfali, palazzi, teatri e moli pirotecniche –, ma in realtà sono costruiti in legno, cartapesta e stucco: materiali poveri e di breve durata eppure garanti di rapida esecuzione grazie ai trucchi della scenotecnica, e spesso di facile riutilizzo.

Proprio perché ognuno di essi era innalzato per consolidare la rilevanza politica e sociale del promotore, si faceva di tutto per scongiurare il carattere effimero di tali strutture, assicurando loro una seconda e ben più lunga vita sulla carta stampata: la loro descrizione, minuziosamente stilata dai cronisti, veniva per lo più editata, spesso fornita delle incisioni degli apparati occasionali o dei lunghi cortei di cavalieri e carrozze che accompagnavano l’arrivo di sovrani e personaggi illustri, così come i libretti delle opere teatrali rappresentate in diversi teatri della città, talvolta illustrati con le tavole delle scenografie appositamente realizzate.

Tali testimonianze, cronache e incisioni permettono di rievocare in mostra questo fenomeno spettacolare grazie agli esemplari originali conservati nelle Collezioni d’Arte di Fondazione Cariparma, nelle prestigiose raccolte della Biblioteca Palatina di Parma, della Biblioteca Passerini Landi di Piacenza, negli Archivi di Stato di Parma e di Piacenza e in collezioni private. A essi si aggiungono le riproduzioni degli documenti conservati in archivi più lontani, che hanno fornito immagini ad alta qualità: la Bibliothèque Royale Albert Ier di Bruxelles, la Staatlische Graphische Sammlungdi Monaco di Baviera, il Museo di Roma e la Zentralbibliotheck di Zurigo.

Il percorso espositivo si snoda attraverso le principali tipologie di tali apparati, con una scansione per lo più cronologica scandita dal susseguirsi dei duchi: da un antefatto su Ranuccio I, che volle costruire il Teatro Farnese, ai monumentali archi di trionfo eretti a Roma dai Farnese, tra il 1644 e il 1730, nella spianata del Campo Vaccino proprio davanti all’entrata degli Orti farnesiani del Palatino, dove per tradizione passavano le cavalcate per le “prese di possesso” dei nuovi papi. Per approdare poi alle due capitali farnesiane: Parma e Piacenza, dove archi di trionfo, palazzi temporanei, sontuosi addobbi applicati sulle facciate e mirabolanti scenografie allestite dentro e fuori i teatri, caratterizzavano le vie di accesso al ducato e le strade, le chiese e i palazzi delle città, in occasione delle entrate di nuove duchesse (Margherita de’ Medici nel 1628, di Dorotea Sofiadi Neoburgo nel 1690, di Enrichetta d’Este nel 1728) o di nuovi sovrani (Carlo di Borbone nel 1732), oppure delle nozze contratte da principesse di Parma con sovrani europei (come Elisabetta Farnese, che nel 1714 sposò il re di Spagna Filippo V).

Inframmezzati agli eventi lieti, anche i lutti ducali fornivano occasioni spettacolari agli architetti, che allestivano, in una gara di emulazione sia tra gli ideatori che tra i promotori, imponenti apparati e catafalchi nelle chiese principali, tanto da mutarne l’aspetto esterno e lo spazio interno.

Infine, la diffusione urbana della teatralità faceva delle piazze e degli spazi aperti suburbani i luoghi privilegiati della festa: mirabolanti strutture effimere costellate di personificazioni delle Virtù e di mostri raffiguranti i Vizi, comunicavano messaggi moraleggianti, oltre a meravigliare per dimensione e artifici pirotecnici.

Questi avvenimenti, strabilianti per gli spettatori dell’epoca, sono ricordati in mostra dai coevi volumi a stampa, quadri e incisioni, ma anche da strumenti multimediali, video e ologrammi, appositamente realizzati in tecnologia digitale: strumenti in grado di informare e “stupire” il visitatore di oggi con la ricostruzione delle strutture e degli effetti “speciali” degli apparati barocchi

Museo di Fondazione Cariparma presso il Palazzo Bossi Bocchi, sito in Strada al Ponte Caprazucca, 4 a Parma.

Giornate di apertura e orari:

martedì e giovedì 15.30-18.00 sabato e domenica 10.00-12.30; 15.30-18.00

Ingresso:  gratuito.

 

Per la vostra sosta

Corale Verdi  Vicolo Asdente, 9 a  Parma, e potete  venirci a trovare  anche passando dal Parco Ducale Info e prenotazioni 0521/237912

     Trattoria Ronzoni- Via Bruno Longhi, 3 - 43121 Parma Tel. 0521-230146

Ristorante La Forchetta Borgo S.Biagio 6/D – 43121 Parma (mappa) Tel.0521-208812

Ristorante Angiol D'Or a Parma in Piazza Duomo Vicolo Scutellari, 1  Tel. 0521 282632

RISTORANTE OMBRE ROSSE B.go G. Tommasini, 18 – 43121 PARMA Tel.      0521.289575

Ristorante Il Trovatore via Affò n.2 Parma Tel. 0521.236905  (chuso la domenica)

Le Bistro Piazza Garibaldi, Parma tel. 0521 200188

Bar Ristorante-Pizzeria "Al Petitot" Via Torelli, 1/A (davanti allo stadio Tardini) Tel. 0521-235594/22138

Bastian Contrario Str. Inzani 34/A (lat. via D'Azeglio) Parma tel. 3478113440 (Pub) 3400047499 (Beershop)  

Caffetteria La Pulcinella P.zza Picelli 13 tel 0521-711708

HighlanderPub Beershop Di Parma via La Spezia 51/a Parma info: 0521 253921

Trattoria Antichi Sapori Str. Montanara, 318 43124 Gaione - Parma  Tel. 0521 64 81 65

Un posto al sole ristorante pizzeria VIALE VITTORIA 43 PARMA (PR) T 0521 207165 facebook 

Rangon  Trattoria tipica parmigiana ed enoteca

Borgo delle Colonne, 26 tel. 0521- 231019

Trattoria Scarica Via Martinella, 192 - Alberi (PR) - Tel. 339-7439326   info@trattoriascarica.it CHIUSO IL MERCOLEDI’ E GIOVEDÌ 

Trattoria da Romeo

Via Traversetolo 185/a Botteghino di Porporano Parma tel 0521-641167

PIZZA FANTASY  SERVIZIO GRATUITO A DOMICILIO  in Via Spezia, 57 Parma TEL 0521. 257373 

Jamaica pub parma Via Reggio 41/a 43126 Parma0521781357  pizza e hamburger fino a tardi

 

 

 

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