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Ottobre 2018
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La tradizione della tortellata di San Giovanni

La tradizione della tortellata di San Giovanni

La vigilia di San Giovanni è una delle feste più sentite a Parma: la sera del 23 giugno tantissimi parmigiani si ritrovano per gustare i tortelli d’erbetta e in seguito aspettare  la “rozada ed San Zvan” (la rugiada di San Giovanni).Tortelli d'erbetta

Una notte magica, da vivere rigorosamente all’aperto e in compagnia, dove tante suggestioni si intrecciano e dove si ritrova lo spirito più genuino della nostra città. Essa coincide con la festa pagana della “Fors Fortuna” (la Fortuna d’ogni istante) che celebrava il solstizio d’estate, ma ricorda anche uno dei nostri santi patroni, per l’appunto San Giovanni Battista. Egli  fu aggiunto agli altri tre patroni –Sant’Ilario, San Giuseppe e San Bernardo degli Uberti– durante il XIII secolo, quando le truppe parmigiane riportarono un’importante vittoria su quelle di Cremona, Comune col quale da tempo i rapporti erano molto tesi, proprio il 24 giugno 1210, giorno in cui si commemorava il “dies natalis” del Battista, che i cittadini vollero ringraziare elevandolo al rango di protettore della città.

La tradizione narra che per festeggiare la popolazione si riversò  nelle piazze e nelle vie della città oltre che negli spiazzi della campagna e che qui siano state consumate grandi quantità di tortelli d’erbetta fumanti. Leggenda o realtà? Poco importa: sta di fatto che questo piatto è ancora oggi uno dei simboli della gastronomia parmigiana. Fatti di pasta sfoglia e aventi forma rettangolare, i nostri tortelli hanno un ripieno composto da ricotta, formaggio Parmigiano ed erbette (sorta di bietole dolci coltivate quasi esclusivamente in zona) ed un condimento a base di abbondante burro fuso e Parmigiano Reggiano grattugiato: un piatto ricco e saporito, che bisogna assolutamente concedersi almeno una volta all’anno!

E la rugiada? In questa notte così magica “prendere” le goccioline solstiziali è considerata fin dalla più remota antichità un’azione purificatrice, volta a tenere  lontani  i malanni di qualsiasi specie. Inoltre, esse imbevono la terra degli influssi più potenti e  e le erbe medicinali, colte allora, hanno più forza: ancora oggi vi è l’usanza di raccogliere durante la nottata i malli di noce per fare il nocino, squisito liquore locale.

fonte http://www.laguidaparma.it/la-vigilia-di-san-giovanni/

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