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Luglio 2018
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Italo Ferrari: il papà di Bargnocla

Italo Ferrari: il papà di Bargnocla

Italo FerrariNacque il 24 aprile 1877 da una famiglia di contadini a Casalfoschino di Sissa, in provincia di Parma. Affascinato fin da ragazzino dagli spettacoli di burattini che passavano di tanto in tanto a Sissa e nei paesi vicini, decise di tentare con l’aiuto dell’amico Giuseppe Avanzini (che doveva in seguito diventare suo cognato) la grande avventura di allestire uno spettacolo... “allestire” forse è una parola troppo impegnativa: pochi burattini ricavati da paletti che sorreggevano le viti, poi alcuni cenci che fungevano da costume... e tanta buona volontà.La prima recita si svolse nella stalla di Roncopascolo, che poteva ospitare quaranta capi di bestiame e un numero imprecisato di contadini. La commedia era La foresta perigliosa, che Italo aveva visto solo una volta eseguita dal burattinaio Arturo Campogalliani.Il pubblico accorse folto: uomini, donne, vecchi e bambini. In più le bestie. E soltanto queste a recita finita si trattennero dall’applaudire. Era una sera d’inverno del 1892.Dopo un periodo di delusioni artistiche, Italo Ferrari, non potendo nemmeno scegliersi il repertorio (non sapeva né leggere né scrivere), tentò di intraprendere la carriera d’attore e si aggregò ad una compagnia di guitti; anche così, però, le cose non migliorarono.Più scornato che mai, ritornò al paese. Ma il destino, probabilmente, decise per lui: Arturo Campogalliani lo assunse come aiutante. E il giovane Italo capì che per fare il burattinaio non potevano bastare quattro paletti, due cenci e... tanta buona volontà, ma occorrevano studio,abnegazione e soprattutto tanta cultura.Arturo, in seguito, lo mandò (sempre come garzone) dal fratello Francesco, sicuramente il più grande burattinaio del tempo. E da quel momento la vita di Italo cambiò radicalmente.“A Guastalla, in una sera di primavera del 1897, m’incontrai con Francesco Campogalliani. La mattina seguente mi fece un piccolo esame sul modo di reggere i burattini e pronunziare l’italiano.Risultato: una sonora bocciatura.”“Ma si sa, l’arte, qualsiasi essa sia, non si può imparare in un battibaleno” (questo il ricordo dell’“esame” nelle parole di Italo Ferrari.)Italo imparò tantissimo dal grande maestro; anzi, praticamente tutto. Decise quindi di spiccare il volo da solo... “con le mie ali”, come amava dire lui.Tornò a Sissa e nel 1905 si sposò con Ebe Avanzini, che gli insegnò a leggere, a scrivere, pronunciare le parole in modo corretto, soprattutto, comprenderne il significato. Ebe gli fece da maestra, costumista, attrice molto valida e... mamma, in quanto generò Giordano nel 1905, Emilio nel1910, Ermelinda nel 1916 e Maura nel 1928. Italo, nel frattempo, mieteva successi su successi nei maggiori teatri italiani: Regio di Parma, Petruzzelli di Bari, Fenice di Venezia, Lirico di Milano, Bibbiena di Mantova... e poi le “stagioni” a Salsomaggiore, sei mesi all’anno durante i quali veniva acclamato da nomi come Ettore Petrolini, Tatiana Pulova, Ebe Stignai, Matilde Favero, Ermete Zacconi, Fosco Giachetti, Italo Balbo, Gabriele d’Annunzio. Addirittura Petrolini coniò per lui la frase: “Nella baracca dei burattini canta l’anima del popolo.”Nel 1936 scrisse, in collaborazione con Francesca Castellino, il libro Baracca e burattini.Fu uno dei primi ospiti della Radio Televisione Italiana e partecipò in qualità di esperto alla trasmissione Lascia o raddoppia?.Diventò letterato, profondo conoscitore dei testi antichi e moderni e, in particolare, poeta, tantoda essere tra i primi a scrivere con vero lirismo in vernacolo.Nel 1914 Italo creò il carattere di Wladimiro Falesi, detto “Bargnocla” in ricordo del suo vecchio datore di lavoro – un calzolaio – che aveva una grossa natta sulla fronte e soleva chiamarla “il bernoccolo dell’intelligenza”. Ma Bargnocla ha sempre preferito definirla “una voglia di osso di prosciutto”.La prima apparizione di Bargnocla avvenne al Caffè Gainotti del Teatro Reinach di Parma, nella farsaI contrabbandieri del caffè.Italo improvvisò questo carattere che incontrò subito il favore del pubblico. Ma la guerra stroncò sul nascere il personaggio che venne ripreso nel 1921 dal primogenito Giordano. Italo continuò a recitare fino a poco prima della sua morte, che avenne nel 1961.

Fonte Il castello dei burattini

immagini Daniela Ferrari

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