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Renato Brozzi, cesellatore e scultore affermato

Renato Brozzi, cesellatore e scultore affermato

Renato Brozzi (Traversetolo, 1885-1963) fu un cesellatore e scultore affermato.

Nacque a Traversetolo il 10 agosto 1885 Nel 1900, terminata la scuola  entrò a lavorare nella locale Fonderia Artistica di Giuseppe Baldi, dove cominciò a praticare l’arte dello sbalzo e del cesello dimostrando un talento precoce e straordinario.Non gli mancarono maestri qualificati: il pittore Daniele de Strobel (1873-1942) gli aprì la strada per l’Accademia di belle arti di Parma, che Brozzi frequentò dal 1903 al 1905 terminando in soli tre anni il corso, di regola quinquennale, sotto la guida di Cecrope Barilli (1839-1911). Nel 1907 Renato Brozzi si trasferì a Roma per frequentare la Scuola di Nudo e la Regia Scuola d’Arte della medaglia, che contribuì ad orientarne lo spiccato talento inventivo verso formule di maggiore semplificazione plastica.

Ed è appunto a Roma che comincia l’ascesa artistica dell’artista traversetolese a livello nazionale e internazionale: ad alcune sue opere tocca l’onore dell’acquisto per la Casa Reale e per la Galleria d’Arte Moderna dell’Urbe, altre vengono acquistate dalla Galleria d’Arte Moderna del Castello Sforzesco di Milano e dal Museo artistico-industriale di Roma, mentre già nel 1910 Brozzi risulta presente alle principali manifestazioni d’arte organizzate all’estero, a Bruxelles, a Buenos Aires, a Gand e, nel 1915, a San Francisco.

Membro dell’Accademia di belle arti di Brera dal 1910 e di quella di Parma dal 1911, nominato accademico di merito dell’Accademia di San Luca nel 1919, accademico clementino nel 1926, fu eletto membro del consiglio direttivo della Scuola d’Arte della Medaglia dal 1930 al 1962.

Nel 1919 vinse il concorso bandito dalla Zecca per la realizzazione della moneta in rame da 10 centesimi proponendo per il rovescio l’immagine antieroica ma efficacemente allusiva dell’ape che trae succhi da un fiore avaro come il papavero.

Al 3 settembre del 1919 risale il suo primo incontro con Gabriele D’Annunzio il poeta affidò quella sera stessa a Renato Brozzi la prima di una lunga serie di commissioni.

La straordinaria perizia tecnica valse a Brozzi nel 1936 il prestigioso incarico del restauro del cosiddetto “Tesoro di Marengo”, un considerevole numero di argenti sbalzati di epoca romana venuti alla luce nel 1928, in seguito ad una scoperta fortuita nei pressi di Alessandria.

Nel 1962 tornava definitivamente a Traversetolo, con cui aveva sempre mantenuto contatti frequenti e fattivi, offrendo la sua prestigiosa collaborazione o il suo consiglio artistico nella realizzazione o nel rifacimento di opere pubbliche. Qui si spegneva il 21 marzo 1963, destinando all’Amministrazione Comunale tutte le opere plastiche e grafiche ancora in suo possesso in segno di riconoscimento per l’aiuto ricevuto in giovane età.

 

Tra le sue opere di carattere pubblico vanno ricordate:

  • la Coppa del Benaco, trofeo commissionato da D’Annunzio allo scopo di onorare la memoria dei compagni di volo caduti per la patria, istituendo le gare di idrovolanti sulle acque del Garda nel nome di Giuseppe Miraglia (18831915), morto durante un volo di prova sulla laguna di Venezia (1921);
  • la Coppa del Liutaio, messa in palio alle gare di canottaggio sulle acque di Salò, donata da D’Annunzio alla Società salodiana Canottieri del Garda (1923);
  • la Vittoria angolare, monumento ai caduti della prima guerra mondiale collocato sullo spigolo del palazzo municipale di Traversetolo (1922-1923). Una copia della monumentale Nike di bronzo fu innestata sulla prua della nave Puglia al Vittoriale degli Italiani (1929);
  • la Vittoria alata, monumento commemorativo dei caduti della prima guerra mondiale realizzato per il comune di Casarano nel Salento (1923-1927);
  • il Gladio romano, donato al re del Belgio Alberto I dall’Associazione Mutilati Italiani (1926);
  • la Coppa Giuseppino Faelli, trofeo offerto in premio ai Balilla per le gare romane di sci (1927);
  • la Meravigliosa Cheli, gigantesca tartaruga in bronzo dorato che dà il nome alla stanza omonima al Vittoriale, commissionata da D’Annunzio (1925-1928);
  • la Coppa con aironi, corredata da una coppia di piatti e da due urne per votazioni segrete, commissionata dalla Cassa di Risparmio di Parma per la Sala Bocchi (1928);
  • il monumento a Fabio Bocchialini, eretto sulla cime del monte Caio (1933);
  • la Vittoria del frumento, una statuetta del peso di un chilogrammo d’oro montata su base d’agata rossa e nera, offerta dalla Federazione nazionale dei concorsi agrari al vincitore della “battaglia del grano” (1933);
  • il Trofeo Martini & Rossi, posto in palio col nome di Coppa d’oro quale trofeo supplementare alle gare motonautiche di Detroit (1937-1939);
  • La monumentale Campana di 30 quintali, offerta dal Sindacato Farmacisti Italiani a una chiesa cattolica di Addis Abeba (1938).

Nel Cimitero monumentale della Villetta di Parma Brozzi ha lasciato suoi lavori nell’Edicola Leoni, nell’Edicola Camorali e nel monumento sepolcrale per la tomba del cugino, il tenente Mario Grossi, caduto sul fronte del Piave nella guerra 1915-1918 e decorato al valor militare.

Altre produzioni riguardano gli arredi sacri, fra i quali si segnala un’intera fornitura d’altare del peso complessivo di trenta chilogrammi d’argento (undici pezzi cesellati, dorati ed impreziositi dall’innesto di pietre dure) eseguita nel 1936-1938, e donata alla Cattedrale di Parma nel 1970 dalla sorella dell’artista, Graziella Brozzi, oggi conservata presso il vescovado.

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