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Giugno 2018
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San Secondo _ La Rocca dei Rossi

San Secondo _ La Rocca dei Rossi

La Rocca di San Secondo

Durante il XVI secolo il Castello di San Secondo, ormai solo dimora residenziale, viene abbellito con notevole sfarzo, necessità di mantenersi all'altezza del parentado, bisogno di non sentirsi inferiori a nessuno, compresi i nuovi detentori del potere nelle terre parmensi.

 Tutte le Sale del piano nobile vengono fatte affrescare dai migliori artisti del tempo. Oggi non è possibile stabilire con certezza le attribuzioni a causa della dispersione dell'intero archivio privato rossiano nel corso dei secoli XVII e XVIII. Si pensi che due quadri, con i ritratti di Pier Maria III e di Camilla Gonzaga con figli, dalla quasi unanime critica attribuiti al Parmigianino, sono finiti in Spagna, e si trovano ora conservati al Museo del Prado di Madrid.

I locali affrescati del piano nobile costituiscono quel che oggi resta della zona residenziale, un tempo certamente più vasta, e l'ancora imponente e maestosa, quasi integra, zona di rappresentanza.

Un impianto decorativo unico, un autentico archivio illustrato per narrare le vicende storico familiari, connesse anche all’insediamento farnesiano:1. 1525-1535. La committenza più antica, tra la fine degli anni venti e i primi anni tenta, resta nelle sale dell’Asino d’Oro e dei Cesari, che riflette il periodo della speranza verso nuovi trionfi, pur consapevoli i Rossi, come Lucio-asino, che ci sarà molto da soffrire.2. 1538-1549. Tra la fine degli anni trenta e sino alla morte di Paolo III, l’impianto fabulistico, didascalizzato da aforismi pertinenti e sagaci, segna il profondo contrasto di una famiglia, i Rossi, contro chi esprime uno dei massimi poteri terreni e l’unico potere divino, i Farnese, una lotta improba e senza scampo.3. 1550-1555. Nei primi anni cinquanta, contemporaneamente alla cosiddetta “guerra di Parma”, gli ultimi sussulti di Giulio Cesare de’ Rossi, le ultime speranze naufragano come quelle di Circe, periscono come quelle di Didone: non resta che il rimpianto e la rassegnazione, pur con la consapevolezza di averle tentate tutte.4. 1556-1563. Logica conseguenza di una sconfitta è una onorevole sottomissione; per salvare il salvabile, occorre riverire i più potenti, per non incorrere nei loro strali. Le giuste punizioni degli dei verso chi troppo ha osato, non avendone avute le forze o la fortuna, sono rappresentate nelle sale di Latona, di Adone, dei Giganti.5. Sfortunati, ma non codardi, anzi eroi: è questo il messaggio della grande sala delle Gesta Rossiane, dove campeggiano le imprese degli avi, dal tredicesimo al sedicesimo secolo, imprese che culminano con l’investitura di Pier Maria a generale degli italiani ed il conferimento del collare di San Michele, la massima onorificenza militare francese, nel 1542, ultimo vero sussulto di gloria.

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Fonte: www.cortedeirosssi.it

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