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Aprile 2019
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COMUNICATO STAMPA LIBERA EMILIA-ROMAGNA SULLE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE DEL RITO ABBREVIATO DI AEMILIA

Venerdì 12 aprile 2019 - Venerdì 26 aprile 2019
COMUNICATO STAMPA LIBERA EMILIA-ROMAGNA      SULLE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE      DEL RITO ABBREVIATO DI AEMILIA

       Pochi giorni fa sono state depositate le motivazioni della sentenza di Cassazione che, il 24 ottobre 2018,      aveva confermato 40 delle 46 condanne del rito abbreviato del troncone principale di Aemilia. La sentenza      aveva confermato, anche nell’ultimo grado di giudizio, l’impianto accusatorio: la ‘ndrangheta emiliana ha      agito in modo autonomo e si è radicata profondamente in regione. Un punto non scontato, che era stato      contrastato in tutti i modi dalla difesa, in particolare attraverso la richiesta di celebrare il processo non in      Emilia-Romagna ma in Calabria, tentando così di allontanare l’attenzione che si era venuta a creare, dopo      l’Operazione Aemilia, sul radicamento mafioso nel nostro territorio.     Le motivazioni della sentenza di Cassazione confermano quanto emerso in questi ultimi anni: lo scopo della      ‘ndrina emiliana era quello di infiltrarsi in maniera capillare in un tessuto economico florido e quindi      “estremamente propizio all’affermazione degli organismi imprenditoriali in mano all’associazione, ovvero ad     essa soggiogati, in pregiudizio alla libera concorrenza”. Questo avveniva attraverso usure ed estorsioni a      danno di imprenditori, attraverso la costituzione di un consorzio di imprese edili e attraverso un sistema di      “truffe carosello” che permettevano il riciclaggio delle somme di provenienza illecita della cosca. E grazie a      tutti quei professionisti, condannati per concorso esterno in associazione mafiosa, che hanno messo a      disposizione della ‘ndrangheta emiliana le proprie competenze, capacità e conoscenze, permettendo così il      radicamento della mafia in profondità nel tessuto economico, sociale e imprenditoriale del territorio      emiliano-romagnolo.     “Le motivazioni della sentenza definitiva del rito abbreviato di Aemilia - afferma Daniele Borghi, referente di     Libera Emilia-Romagna - dimostrano ulteriormente la pericolosità della ‘ndrangheta in regione, già      sostenuta con forza dalla Procura Generale nell’impianto accusatorio. Sin dall’inizio Libera si è costituita      parte civile nell’ambito del procedimento, proprio per ribadire quanto la ‘ndrangheta leda e soffochi i diritti     della società civile e responsabile. Come Libera proseguiremo nel nostro lavoro quotidiano fatto di impegno      e responsabilità, forti di questo importante risultato. Le infiltrazioni mafiose, che interessano questo      territorio come ormai la maggior parte delle zone del Paese, si contrastano con la repressione e gli      strumenti giudiziari, ma il primo e imprescindibile strumento rimane il risveglio delle coscienze, l’orgoglio     Libera Emilia-Romagna – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie     Via Santa Maria Maggiore 1, 40121 Bologna     CF 91336110373     emiliaromagna   @libera.it      di una comunità che antepone il bene comune alle speculazioni e ai privilegi, contrastando in tutte le sedi la      criminalità organizzata e i suoi complici. Per questo motivo abbiamo deciso di costituirci parte civile anche      nel procedimento “Aemilia 1992”, per continuare l’attività di partecipazione e presenza responsabile dentro     e fuori le aule di giustizia, per immaginare queste ultime come luoghi di giustizia abitati dai cittadini che      vogliono esercitare il loro diritto di partecipazione, per essere civili e di parte”.     

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