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Dicembre 2018
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Dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività Avanguardie in Germania a Palazzo del Governatore

Sabato 8 dicembre 2018 - Domenica 24 febbraio 2019
Palazzo del Governatore, Piazza Giuseppe Garibaldi, Parma, PR, Italia
Dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività  Avanguardie in Germania a Palazzo del Governatore

Parma, Palazzo del Governatore

Dal 10 novembre 2018 al 24 febbraio 2019

Dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività Avanguardie in Germania

 

La mostra propone 40 opere dei maggiori rappresentanti di questa corrente culturale e artistica, da Ernest Ludwig Kirchner a Emil Nolde, da Alexei Jawlensky ad August Macke, da Vassilj Kandinskij a Franz Marc, sviluppatasi in Germania nei primi del Novecento.

 

Il percorso espositivo prende avvio da una serie di capolavori provenienti dalla cerchia dei gruppi di artisti del "Die Brücke" a Dresda edel "Der Blaue Reiter" a Monacoe di "Der Sturm", rivista d’arte berlinese, e prosegue negli anni del primo dopoguerra, che vedono sorgere una nuova visione estetica rappresentata dal movimento della Nuova oggettività.

 

A cura di Lorand Hegyi e Gerhard Finckh

 

Dal 10 novembre 2018 al 24 febbraio 2019, il Palazzo del Governatore di Parma accoglie la mostra Dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività. Avanguardie in Germania, che propone 40 opere dei maggiori rappresentanti di questa corrente culturale e artistica, sviluppatasi in Germania nella prima metà del Novecento, provenienti dal Von der Heydt Museum di Wuppertal (Germania), che ospita una delle più imponenti collezioni dell'Espressionismo tedesco e delle tendenze artistiche del periodo dopo la prima guerra mondiale, come la Nuova Oggettività (Neue Sachlichkeit) e le diverse forme di Costruttivismo e Razionalismo.

 

L’evento espositivo è organizzato da Solares Fondazione delle Arti, in collaborazione con il Von Der Heydt Museum di Wuppertal, con il contributo del Comune di Parma, col sostegno di Iren e di CePIM – Interporto di Parma.

 

Il percorso espositivo si sviluppa in due importanti sezioni.

La prima si concentra sull'Espressionismo tedesco, presentando opere paradigmatiche per lo più provenienti dalla cerchia dei gruppi di artisti del Die Brücke (Il Ponte) di Dresda, quali Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Otto Mueller, Emil Nolde,Karl Schmidt-Rottluf, Max Pechstein del Der Blaue Reiter(Il Cavaliere azzurro)di Monaco, tra cui Vassilj Kandinskij, Franz Marc, Alexei Jawlensky, , August Mackee di Der Sturm, la rivista d’arte e galleria con base a Berlino, con autori quali Heinrich M. Davringhausen, Max Beckmann, Karl Grossberg.

 

La seconda offre la visione dei cambiamenti estetici negli anni del primo dopoguerra, quando artisti quali Karl Hofer, Eberhard Viegener, Otto Dix, Max Ernst, Jankel Adler, rappresentanti della NuovaOggettività (Neue Sachlichkeit) hanno creato, sotto l'influenza del nuovo Razionalismo e Funzionalismo, della "Pittura Metafisica" e del Neo-Classicismo del cosiddetto “Ritorno all’ordine" sviluppate in Italia, una nuova atmosfera artistica che riflette la disillusione della generazione che ha vissuto la guerra e la conseguente perdita di vite umane, la distruzione di cittàeuropee, la presa di potere delle macchine sia durante gli anni della guerra che nei primi anni '20, ovvero nell'epoca della modernizzazione e della razionalizzazione della produzione, della vita, della società.

LORAND HEGYI Curatore della mostra  Aspetti dell’Espressionismo tedesco e dell’affermazione di un nuovo Realismo  * Il termine Espressionismo fu considerato nei primi due decenni del XX secolo come sinonimo delle avanguardie del primo modernismo; gli intellettuali dell’epoca intesero le diverse manifestazioni della nuova arte espressionista, letteratura, musica, architettura e teatro, come l’incarnazione di un   atteggiamento   creativo   universale,   ideologicamente   influenzato,   o   un   cambiamento drammatico e fondamentale nei sistemi di valori estetici ed etici che avevano influenzato un’intera generazione dal  punto di vista filosofico,  estetico e morale. Nonostante tutto questo, sembra difficile persino oggi dare una definizione che sia  soddisfacente, completa, onnicomprensiva e coerente dell’intero fenomeno. Era la nuova consapevolezza verso la vita che si manifestava nelle varie tendenze, nel lavoro creativo di vari gruppi di artisti e associazioni o nei circoli attorno a varie riviste   d’avanguardia.   “Le   difficoltà   nel   definire   l’Espressionismo   nelle   arti   visive   risiedono soprattutto nel fatto che difficilmente è possibile fissare precisamente le sue categorie formali: esiste innanzitutto come consapevolezza verso la vita, come armonizzazione dell’essere umano con certe situazioni mentali, non come un problema formale per la conquista della nuova immagine pittorica”. La   gente   parlava   di   una   nuova   consapevolezza   nei   confronti   della   vita,   dell’assolutizzazione dell’immediatezza, di una visione del mondo esteticamente modellata che proclama e difende una nuova  spiritualità contro   la  vita quotidiana  materialistica  e   frammentata.   Questo credo   quasi messianico  nella   vittoria  della spiritualità,  che   si  concentra   sul   fondamentale  e   sull’essenziale dell’uomo, riempie di pathos la retorica di teorici, critici, galleristi, editori di riviste e artisti di diverse tendenze espressioniste, così come era appassionatamente manifestato nel paradigmatico, epocale libro di Wassily Kandinsky Lo Spirituale nell’Arte: “Per chiudere, vorrei osservare che, a mio avviso, ci stiamo avvicinando sempre  più all’epoca della composizione consapevole, razionale. Presto il pittore sarà orgoglioso di spiegare che le sue opere sono costruite (a differenza degli impressionisti, che erano orgogliosi di non saper spiegare nulla). Già ora siamo vicini al tempo della creazione   che   ha   uno   scopo.   Lo   spirito   nella   pittura,   infine,   ha   un   rapporto   diretto   con   la costruzione, già avviata, del nuovo regno spirituale. Perché questo spirito è l’anima dell’epoca della grande spiritualità”. (…) La giustapposizione dell’Impressionismo, che dà solo impressioni frammentarie e accidentali del mondo materiale esteriore, superficiale, non essenziale, con l’Espressionismo, che trasmette la realtà interiore, il mondo spirituale, la sostanziale totalità dell’esistenza o l’essenzialità della vita, può essere costantemente osservato nei numerosi documenti e scritti degli anni burrascosi in cui emerse.   “L’Impressionismo   è   una   disciplina   del   silenzio,   l’Espressionismo   è   una   norma dell’esperienza, dell’azione, così completo della visione del mondo... significa un cambio di tempo, il suo reale contrappunto dello stesso valore è il Naturalismo” scrive Friedrich Markus Huebner nel 1920. (…) Nella prima fase dell’Espressionismo, in particolare nell’attività artistica del gruppo di artisti “Die   Brücke”,   fondato   a   Dresda   nel   1905,   divenne   evidente   soprattutto   l’immediatezza,   la “mediazione inalterata” dell’esperienza della natura, l’emotività e la spontaneità o il rifiuto dei precedenti metodi accademici di rappresentazione, che i giovani artisti trovavano troppo rigidi, estranei alla vita, errati e formalistici. Quando adorano l’arte dei popoli primitivi, l’arte africana o l’arte del Medioevo, la coscienza dell’astrazione o la teoria della spinta all’astrazione non giocano alcun ruolo nella loro percezione euforica; molto più gioca l’ammirazione del potere delle forme semplici, il riconoscimento del potere dei colori forti, l’approccio gioioso alle formazioni primitive esotiche, enigmatiche e simboliche. L’enfasi sull’esperienza e sull’azione, cioè la relazione diretta con la vita e la natura, è al centro della visione del mondo espressionista, specialmente nel periodo del primo Espressionismo, quando il termine non era ancora usato nel contesto delle belle arti. Da un lato lo spirituale, l’essenziale si confrontano con la materia, il casuale, il frammentario, dall’altro lato la vita reale, l’esperienza elementare e immediata, il sentimento non adulterato si confrontano con i vecchi metodi creativi, artificiali, formalistici e limitati. Questo desiderio di radicale auto-liberazione dai limiti delle vecchie forme d’arte e teorie, tradizioni e regolamenti formali, forma le aspirazioni creative del primo Espressionismo,   con   l’esperienza,   l’immediatezza   e   l’assolutizzazione   culturale   dell’essere elementare - e spesso primitivo, esotico - posto al centro del nuovo atteggiamento verso la vita. Come sottolinea Leopold Reidemeister: “L’arte di ‘Brücke’ non è causata  dall’intelletto e dalle teorie, ma dalla vita. Il nuovo dipinto è l’espressione di modi di vivere... Il primitivismo nella pittura corrisponde all’urgenza della vita primitiva, alla scoperta dell’arte nera e di quella nelle isole del Pacifico  grazie a Kirchner. È un’unità inseparabile: è  dipinta come è vissuta e vissuta come è dipinta”. (…)   La   spontaneità,   il   primitivo,   l’arte   dei   popoli   primitivi,   l’immediatezza   e   l’intensità dell’esperienza o il rifiuto delle forme tradizionali di bellezza artificiale, portano gli artisti del primo Espressionismo a rivalutare le cosiddette culture primitive. “L’interesse del primitivo e l’interesse per una vita più vicina alla natura, non così alienata e iper-civilizzata come quella europea, conduce presto   allo   scontro   con   l’arte   di   queste   “popolazioni   primitive”.   Questo   porta   gli   artisti,   in particolare Kirchner, a visitare il museo etnografico di Dresda, dove si è dedicato a disegnare la scultura africana, ma soprattutto le decorazioni delle travi delle abitazioni dell’isola di Palau, in Oceania.  Questo   tipo   di   rappresentazione   semplificata,   ma   estremamente   espressiva,   genera entusiasmo nell’artista...”. Nel suo libro leggendario,  Lo Spirituale  nell’Arte, che è diventato la Bibbia dell’Espressionismo spirituale  trascendentale,  l’artista più   importante,  teorico  e  fondatore  del  gruppo  di  artisti  Il Cavaliere Azzurro, è Wassily Kandinsky. Egli scrive sul rapporto degli espressionisti con i primitivi e sottolinea ancora una volta il significato essenziale dei “valori interiori” in relazione ai fenomeni “esterni”, materiali: “C’è però, necessariamente, un’altra somiglianza tra le forme artistiche. La somiglianza delle aspirazioni interiori  e degli  ideali  (che  un  tempo erano stati  raggiunti e poi vennero dimenticati), la somiglianza cioè fra i climi culturali di due epoche può portare alla ripresa di forme che erano già state utilizzate in passato per esprimere le stesse tensioni. È nata così, per certi aspetti, la nostra simpatia e la nostra capacità di comprensione per i primitivi, che sentivamo così   vicini.   Come   noi,   questi   artisti   puri   miravano   all’essenziale   e   rinunciavano   ai   particolari esteriori”. Kandinsky spiega la “affinità interiore con i primitivi” con il fatto che essi - come li chiama: “questi puri artisti” - trasmettono “l’essenziale interiore” nella loro arte. Questa affermazione implica da un lato il rifiuto di forme d’arte impressionistiche,  realistiche,  naturalistiche che esibiscono  la “casualità esterna” del mondo materiale, e dall’altro si riferisce alle fonti spirituali dell’arte, alla “necessità interiore” che si manifesta in valori e qualità spirituali. Secondo Kandinsky, sono “qualità innate   che   l’ispirazione   porta   a   esiti   geniali.   In   questo   senso   va   intesa   anche   la   possibilità, profetizzata da Goethe, di un basso continuo in pittura. Di una simile grammatica pittorica si può solo avere un presentimento, e se riusciremo a realizzarla si baserà non tanto su leggi fisiche, quanto sulle leggi della necessità interiore, che sono certamente psichiche”. Parma, 9 novembre 2018

   * Estratto dal catalogo della mostra Gruppo Spaggiari Parma 

Per la sua qualità, l’esposizione di Palazzo del Governatore di Parma è stata inserita tra gli eventi dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018, promosso dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell'Unione Europea, coordinato dal MiBAC - Ministero per i beni e le attività culturali.

 

 

Dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività

Avanguardie in Germania

Parma, Palazzo del Governatore, Piazza Garibaldi

10 novembre 2018 - 24 febbraio 2019

 

Orari:

Martedì e mercoledì 15-19. Da giovedì a domenica e festivi 10-19.

Lunedì chiuso. Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio

Biglietti:  intero 10 euro, ridotto 6 euro, ridotto scuole e studenti 4 euro

Catalogo: Gruppo Spaggiari Parma

Informazioni: tel IAT 0521 218889

 

 

Per la vostra sosta

Corale Verdi  Vicolo Asdente, 9 a  Parma, e potete  venirci a trovare  anche passando dal Parco Ducale Info e prenotazioni 0521/237912

     Trattoria Ronzoni- Via Bruno Longhi, 3 - 43121 Parma Tel. 0521-230146

Ristorante La Forchetta Borgo S.Biagio 6/D – 43121 Parma (mappa) Tel.0521-208812

Ristorante Angiol D'Or a Parma in Piazza Duomo Vicolo Scutellari, 1  Tel. 0521 282632

RISTORANTE OMBRE ROSSE B.go G. Tommasini, 18 – 43121 PARMA Tel.      0521.289575

Ristorante Il Trovatore via Affò n.2 Parma Tel. 0521.236905  (chuso la domenica)

Le Bistro Piazza Garibaldi, Parma tel. 0521 200188

Bar Ristorante-Pizzeria "Al Petitot" Via Torelli, 1/A (davanti allo stadio Tardini) Tel. 0521-235594/22138

Bastian Contrario Str. Inzani 34/A (lat. via D'Azeglio) Parma tel. 3478113440 (Pub) 3400047499 (Beershop)  

Caffetteria La Pulcinella P.zza Picelli 13 tel 0521-711708

HighlanderPub Beershop Di Parma via La Spezia 51/a Parma info: 0521 253921

Trattoria Antichi Sapori Str. Montanara, 318 43124 Gaione - Parma  Tel. 0521 64 81 65

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Borgo delle Colonne, 26 tel. 0521- 231019

Trattoria Scarica Via Martinella, 192 - Alberi (PR) - Tel. 339-7439326   info@trattoriascarica.it CHIUSO IL MERCOLEDI’ E GIOVEDÌ 

Trattoria da Romeo

Via Traversetolo 185/a Botteghino di Porporano Parma tel 0521-641167

PIZZA FANTASY  SERVIZIO GRATUITO A DOMICILIO  in Via Spezia, 57 Parma TEL 0521. 257373 

Jamaica pub parma Via Reggio 41/a 43126 Parma0521781357  pizza e hamburger fino a tardi

 

 

 

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