Perchè vedere la mostra Caravaggio e i Maestri della Luce, a Roma al Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano
Giovedì 19 marzo 2026 - Domenica 7 giugno 2026
Roma, RM, Italia
CARAVAGGIO E I MAESTRI DELLA LUCE
a cura di Annalisa Airò
Il 5 Marzo è stata presentata presso il Museo storico della Fanteria a Roma la Mostra “Caravaggio e i Maestri della Luce” che si svolgerà dal 7 marzo al 7 giugno nello stesso edificio che ospita al piano superiore la mostra “L’Ultimo Matisse, morfologie di carta”. Due mostre all’apparenza molto diverse tra loro che hanno in comune il tema della luce e il colore: Matisse, che proviene dall’esperienza del fauvismo, nell’ultima fase della sua storia artistica va alla ricerca della spiritualità attraverso la luce e si dedica alla decorazione della Cappella del Rosario di Vances. Caravaggio è anch’egli un ribelle, come Matisse, e tramite la ricerca della luce e la sperimentazione dell’effetto della luce sui suoi dipinti ricerca quella stessa spiritualità che avvicina l’umano al divino, rendendo la santità reale ed il reale soprannaturale.
La mostra su Caravaggio è in realtà un’esposizione sul Caravaggismo che ci porta, attraverso 6 sezioni e 23 dipinti, ad ammirare l’”incredulità di San Tommaso” di Caravaggio. Le opere esposte appartengono a seguaci di Caravaggio, che cercavano di portare avanti la sua poetica, o a imitatori di Caravaggio che ne hanno colto maggiormente gli aspetti estetici. Tra costoro si annoverano parecchi artisti stranieri che si trovavano a Roma in quel periodo e più di altri erano rimasto colpiti dalle opere di Caravaggio che segnavano il passaggio dal manierismo al Barocco. Caravaggio non aveva una sua bottega come Cimabue o Verrocchio, conduceva una vita sregolata e “maledetta” che gli impediva di insegnare e avere allievi. E’ uno spirito solitario e i Caravaggeschi esposti in questa mostra sono piuttosto seguaci ed amici che lo ammiravano, personalità che interpretano la luce e l’aspetto religioso dell’opera del maestro, una religiosità intima e umana che si rifà alla predicazione di San Filippo Neri. La mostra evidenzia questi aspetti dell’opera di Caravaggio: la luce, il sangue, il dramma.
Secondo il curatore Francesco Gallo Mazzeo, il Caravaggismo va visto come l’incipit della modernità, la fine del concetto di linearità del cielo a presagire Giordano Bruno, Copernico e Keplero. Caravaggio infatti moltiplicava le fonti di luce creando un effetto totalmente innaturale, molto moderno. Il Caravaggismo è quindi l’apertura al sublime, l’armonia che collega bellezza e soprannaturale, l’uno che si moltiplica: “ex unum pluribus, ex pluribus unum”, in un linguaggio moderno e autonomo.
Il Prof Bertuzzi, che con Gallo Mazzeo ha curato la mostra, sottolinea come questo percorso che attraverso i Caravaggeschi arriva a Caravaggio in qualche modo riporta tutte le opere alla loro origine: l’”Incredulità di San Tommaso” diventa quindi l’opera riassuntiva della poetica di Caravaggio, “come in un flash-back cronologico”, è allo stesso tempo l’origine e la fine di un percorso di riflessione su uno dei momenti più affascinanti della storia dell’arte.
Questa mostra è quindi un percorso sorprendente, affascinante e potente che non si ferma all’aspetto pittorico ma tocca la scienza, la fede, il soprannaturale.
Come sempre la sede del Museo Storico della Fanteria è un ulteriore elemento che aggiunge fascino a qualsiasi esposizione. In occasione della presentazione della mostra sono state proiettate sulla facciata dell’edificio le opere dei Caravaggeschi con un effetto sorprendente e molto coinvolgente.
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