Perchè vedere la mostra KANDINSKY a Palazzo Bonaparte ROMA
Martedì 15 settembre 2026 - Domenica 14 febbraio 2027
Roma, RM, Italia
KANDINSKY
di Annalisa Airò
Roma
Palazzo Bonaparte dal 15 settembre2026 al 14 febbraio 2027
E’ stata presentata a Roma il 14 settembre la mostra retrospettiva su Kansinsky che si terrà dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027 nello splendido Palazzo Bonaparte, una location che già da sola merita una visita e che si va confermando nel tempo come punto significativo di riferimento di tutte le esposizioni a livello mondiale con una presenza di visitatori quest’anno di circa un milione di persone.
Bisogna sottolineare che questa è una mostra imperdibile in quanto espone al pubblico grandi capolavori in un allestimento molto curato e si avvale di prestiti senza precedenti provenienti dal Centre Pompidou grazie alla chiusura dello stesso per ristrutturazione fino al 2030. Inoltre è una esposizione con una forte impronta femminile grazie all’attenzione prestata a due donne molto importanti nella vita di Kandinsky: la prima è Gabriele Muenter, compagna di Kandinsky dal 1902 per 10 anni, le cui opere sono esposte in una sala a lei dedicata, la seconda è la moglie Nina, alla quale si deve la raccolta delle opere del marito ed il lascito da lei disposto a favore del Centre Pompidou.
Questa mostra evidenzia tutto il percorso artistico di Kandinsky, dagli inizi in Germania, ai viaggi in compagnia di Gabriele Muenter, che coincidono con l’esplosione cromatica della sua pittura, al soggiorno francese a Murnau. Si tratta di un percorso espositivo che rispetta la storia personale e artistica di Kandinsky e del suo tempo e le vicende importantissime di quegli anni che molto hanno influito sulla sua vita e sulla sua formazione.
Kandinsky, quando supera il mimetismo artistico, diventa il primo teoretico dell’astrattismo, poi irrompe nella storia e nella sua vita la Rivoluzione Russa ed affronta un periodo di riflessione in cui dipinge meno. Successivamente viene coinvolto da Gropius nel progetto Bauhaus e torna in Germania. Qui la sua pittura diventa sempre più astratta e fredda, geometrica e astratta, con i celebri quadrati rossi e blu. Nel 1933 è di nuovo a Berlino e poi si trasferisce a Parigi nell’ultimo capitolo della sua vita quando la sua pittura volge verso il biomorfismo, le figure riguardano la vita anche animale e i colori diventano più acidi.
In sostanza è una mostra diacronica che ci accompagna nella storia e contemporaneamente nell’evoluzione dell’arte di Kandinsky. Particolarmente interessante è la sala che racconta l’esperienza del Bauhaus di cui Kaninsky è stato un rappresentante importantissimo, che ci mostra con molta efficacia la rottura rappresentata da questo movimento e contemporaneamente la sua l’attualità.
Come tutte le mostre di Palazzo Bonaparte anche questa è arricchita dalla sala immersiva, un’esperienza davvero immaginifica che concretizza quello che in realtà era il sogno di Kandinsky, ovvero che le persone potessero camminare nelle sue opere.
In sostanza questa esposizione rappresenta un unicum, sia per la quantità e la qualità delle opere esposte generosamente messe a disposizione dal Centre Pompidou, sia per la realizzazione, ispirata dalla curatrice Angela Lange, che con il percorso proposto mette il visitatore in condizione di comprendere appieno il percorso artistico di una personalità così importante perfettamente calata nella storia del suo tempo. Il tutto nella splendida sede di Palazzo Bonaparte che aggiunge un tocco di raffinatezza in più alla magia dell’esposizione.