Perchè vedere le mostre L’ULTIMO MATISSE – Morfologie di carta e Caravaggio e i maestri della luce a Roma
Giovedì 19 marzo 2026 - Domenica 28 giugno 2026
Roma, RM, Italia
Presentate a Roma nella splendida sede del Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano le prossime mostre “L’ultimo Matisse-morfologie di carta” e “Caravaggio e i maestri della luce”.
Si tratta di due mostre organizzate da Navigare che è possibile visitare anche con un biglietto cumulativo e che hanno in comune, oltre alla sede espositiva messa a disposizione dal Ministero della Difesa e che già di per sé merita un’attenzione a parte, una caratteristica che, in un arco temporale che va dal 600 al 900, accomuna i due artisti apparentemente molto distanti: la ricerca della luce e del colore che portano alla spiritualità.
Matisse, qui rappresentato nell’ultima fase della sua creazione, passa dalla pittura alla carta, dal colore alle forbici. Il padre del fauvismo compiuti i 70 anni, dopo la Prima Guerra Mondiale, anche a causa della malattia, affronta una nuova giovinezza artistica con lo studio e l’utilizzo dei papier decoupes che rappresentano la sintesi del suo percorso artistico.
La mostra, che sarà aperta dal 28 febbraio al 28 giugno 2026, si articola in quattro sezioni Verve, Libri d’artista, Jazz, Disegno, con più di 100 opere esposte. In queste ultime opere l’artista mostra una particolare sensibilità verso il colore, le linee, le forme, eliminando ogni segno superfluo e concentrandosi sul colore. In questa fase Matisse dipingeva grandi fogli di carta che una volta asciutti venivano ritagliati ed incollati in composizioni colorate, “sintesi perfetta tra coloriture e precisione dei profili” e questa nuova forma di espressione sarà denominata cut-outs. Qui materiali modesti e tecniche elementari creano realtà complesse, “nate da una costante ricerca e da un immenso lavoro di semplificazione, di sottrazione”.
La mostra si apre con una serie di litografie di “Bleu Nu” veramente impressionanti che ben fanno capire il passaggio dalla pittura alla nuova tecnica dei cut-outs. Poi nella sezione “Verve” dedicata alla rivista d’arte diretta dall’editore greco Teriade si ammirano i primi paper decoupes coloratissimi, destinati a segnare una svolta fondamentale nella grafica del 900.L’esposizione prosegue con i disegni su carta velina per i libri illustrati e nella sezione “Jazz” vediamo, tra le altre, le illustrazioni dedicate ad acrobati e clown con colori accesi e vitali che richiamano le improvvisazioni del genere musicale che dà nome alla sezione. L’ultima sezione offre 25 litografie di disegni che rappresentano la ricerca dell’artista della precisione delle linee e delle forme che culminerà alla fine della sua carriera, con la perfezione delle opere che ritraggono in poche linee il corpo femminile dei celebri nudi di Matisse.
L’altra mostra che sarà aperta dal 7 marzo al 7 giugno sempre nella stessa sede espositiva, è invece dedicata a Caravaggio ed ai caravaggeschi europei del ‘600 e sarà suddivisa in 6 sezione con un’esposizione di ben 23 opere di 22 artisti che rappresentano il “Caravaggismo”. E’ stata illustrata dal Prof. Alberto Bertuzzi e dal Prof. Francesco Gallo Mazzeo che ne hanno curato l’esposizione. Caravaggio non aveva una sua bottega ed i cosiddetti “Caravaggeschi” altro non sono che seguaci o amici, artisti che lo ammiravano e lo imitavano. Sono personalità che interpretano alla luce alla guisa del maestro e portavano alle estreme conseguenze gli aspetti della pittura del Caravaggio: la luce, il sangue, il dramma, l’aspetto religioso. La mostra attraversa le opere di questi “maestri di luce” fino all’opera finale, “L’incredulità di San Tommaso” di Caravaggio come nel detto latini ex unum pluribus e ex pluribus unum, da Caravaggio ai seguaci e attraverso i Caravaggeschi al maestro, in un percorso che segue la ricerca della luce che porta al sublime ed alla religiosità rendendo il reale soprannaturale e la santità reale.
A cura di Annalisa Airò

