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STAGIONE DI PROSA: LA LOCANDIERA con Amanda Sandrelli nel ruolo di Mirandolina AL TEATRO VERDI

Busseto - Teatro Giuseppe Verdi
STAGIONE DI PROSA: LA LOCANDIERA con Amanda Sandrelli nel ruolo di Mirandolina AL TEATRO VERDI

STAGIONE DI PROSA: LA LOCANDIERA AL TEATRO VERDI 🎭

🔹 Nel cast anche Alex Cendron, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti e Lucia Socci. La programmazione realizzata per il terzo anno consecutivo in collaborazione con ATER FONDAZIONE

Con il classico di Carlo Goldoni "La Locandiera" riadattato da Francesco Niccolini e diretto da Paolo Valerio assieme allo stesso Niccolini con Amanda Sandrelli nel ruolo di Mirandolina, prosegue mercoledì prossimo 5️⃣ febbraio 2020 alle ore 21.00 la Stagione del Teatro Verdi di Busseto, per il terzo anno consecutivo curata ATER FONDAZIONE ed il suo Circuito Regionale Multidisciplinare in collaborazione con l’Amministrazione comunale.

Lo spettacolo vede sul palco - oltre alla Sandrelli - Alex Cendron, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti e Lucia Socci; adattamento e drammaturgia di Francesco Niccolini; scene di Antonio Panzuto realizzate dal laboratorio del Teatro Sociale di Rovigo, costumi di Giuliana Colzi, luci di Marco Messeri, musiche di Antonio Di Pofi.Una produzione Arca Azzurra Produzioni, Teatro Stabile di Verona.

Goldoni non lascia scampo a dubbi, eppure per quasi duecento anni la tradizione ha voluto che Mirandolina fosse inchiodata alla sua natura dolciastra, un po' cocotte, effervescente gaia ed esuberante. Era stata Eleonora Duse a fotografare questa tradizione con tre sole parole: «Brio, brio, brio.» Ma se La Locandiera giustamente viene considerato un autentico capolavoro del teatro di tutti i tempi, non è certo perché la sua protagonista è la paladina del brio e dell'effervescenza. Tutt'altro. È una donna feroce, orfana, abituata a comandare, a difendersi e a lottare. Lottare su più fronti: lotta per portare avanti la locanda dopo la morte del padre, lotta contro quattro uomini in contemporanea, lotta per affermare la forza e la dignità di una donna amazzone, in un mondo in cui le donne sono solo oggetto di piacere o di disprezzo.

Non siamo in una parte qualunque del mondo: la scena, precisa Goldoni nella prima didascalia, è in Firenze e questo è un grande affresco di toscanità. Lo spiega con grande lucidità Guido Salvini, regista fiorentino legato a Pirandello e al Teatro d'Arte: «La scena si rappresenta in Firenze nella locanda di Mirandolina. Sta scritto ben chiaro all'inizio della commedia. Tutti i personaggi, che per interessi vari si trovano nella locanda, gravitano attorno al personaggio centrale e al suo satellite: Mirandolina e Fabrizio. Figure che a noi sembrano profondamente e volutamente toscane: non nel senso dialettale che questa parola potrebbe esprimere, ma nel suo senso caratteristico. Goldoni troppe volte qualifica i toscani per rozzi, contrapponendoli ai veneziani: sia per la pronunzia più dura come per il fare meno gentile, sia per quella predisposizione al calcolo e al tornaconto che sono evidenti non solo in Fabrizio ma anche in Mirandolina. Basta conoscere le donne toscane, intelligenti e loquaci ma calcolatrici e autoritarie, per convincersi che Mirandolina è una di loro. È civilizzatissima e fine d'ingegno come i fiorentini quando lo sono: è donna che si è fatta a contatto coi forestieri, ma mantiene intatta la naturale rudezza toscana, vestita di belle e sciolte parole. Tiene a bada quattro uomini contemporaneamente e a tutti e quattro si rivela diversa, perché il suo desiderio intimo è piacere, ma anche perché, piacendo, la cassa si rimpingua. La civetteria di Mirandolina non è frivolezza, è calcolo.»

Un marchese squattrinato, un ricco volgare che si è comprato una contea, un cavaliere misogino, due cattive attrici da rivista, un cameriere tutto fare che odia ricchi e nobili e che non vuole staccarsi dalla sua padrona, possibile sposa: sei satelliti, per usare il termine di Salvini, intorno al sole di questo piccolo e sciancato sistema solare. Una somma di debolezze, contraddizioni, inganni e violenze: la più grande delle quali è proprio il gioco feroce che Mirandolina intenta contro il cavaliere di Ripafratta. Vuole umiliarlo, quest'uomo che è abituato a umiliar le donne. Ci riesce. Ma – e questo è il vero colpo di genio di Goldoni –, il piano perfetto si incrina: lei stessa è vittima della sua seduzione spietata. Di fronte al fascino turbato di un uomo innamorato, tentenna, rischia di cadere come è caduto lui.

Nel feroce mondo nuovo che Carlo Goldoni sa dipingere, la locandiera chiude tutte le porte, piega e stira panni, allontana il vero amore, sposa senza sentimenti il suo servo: resta l'indiscussa padrona della sua vita, ma scalza, la testa e il cuore svuotati. Al sicuro, certo, ma spogliata di quel turbamento amoroso che, inatteso, è arrivato a stravolgere la vita e i piani. Rinuncia, Mirandolina. Si sposa cinicamente, con il commento più feroce che mai abbia accompagnato una brulla cerimonia: «Anche questa è fatta.» E tutti vissero infelici e scontenti.”

🎫 Biglietti e informazioni presso Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica in Piazza Giuseppe Verdi, 10 – 43011 Busseto (PR); tel 0524-92487; e-mail: info@bussetolive.com
⏰ Orari: da martedì a domenica 9,30/13,00 - 14,30/17,30. Nei giorni di spettacolo l’apertura si protrae sino all’inizio della rappresentazione. La biglietteria accetta prenotazioni telefoniche di abbonamenti e biglietti a partire dal 2° giorno di apertura della vendita. I biglietti potranno essere ritirati fino a mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo esibendo la ricevuta di pagamento.

PER LA TUA SOSTA A BUSSETO E DINTORNI 

Caffè Guareschi Via Processione, 158 Roncole Verdi – 43011 Busseto (PR) Tel. 0524.92974 caffeguareschi@gmail.com info@alleroncole.it

Ristorante con Locanda “AlleRoncole”

Via della Processione, 179 Roncole Verdi Busseto  Tel.: 0524930015 - Email: 

info@alleroncole.it

 

Zibello - Locanda Leon D'Oro

Piazza Garibaldi 43 – Zibello (PR) Tel.: 0524-99140-Cell.: 333563505



 



 

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