Comunicato Stampa Parma, 25 marzo 2026 “La caccia non è l’uso buono delle armi” Legambiente, WWF e Lipu contrarie alla Fiera EOS
Giovedì 26 marzo 2026 - Domenica 26 aprile 2026
Parma
Totale contrarietà allo svolgimento della Fiera EOS, fiera della caccia e del tiro, è stata espressa dalle associazioni Legambiente, LIPU e WWF. La posizione è emersa nell’incontro “Una fiera da cacciare” promosso assieme al “Coordinamento contro la fiera delle armi”.
Ha introdotto l’incontro Enrico Ottolini, consigliere comunale Europa Verde: “La Fiera EOS è una fiera dove le armi sono il comune denominatore. In un’assemblea gli assessori Lavagetto e Jacopozzi hanno spiegato che è una scelta delle Fiere, a cui il Comune non può opporsi. È una posizione deludente, il Comune è socio delle Fiere e dovrebbe esprimersi in tal senso”.
“Una fiera che ha i produttori di armi come protagonisti è riprovevole in un momento come questo in cui il mondo brulica di guerre, come non si vedeva da tempo. – ha detto Rolando Cervi, presidente WWF Parma - La questione della caccia è un po’ rimasta sullo sfondo. L’uso venatorio delle armi è considerato “buono” ma il tema non è trascurabile. È pretestuoso il taglio netto tra uso venatorio e uso personale, la preponderanza è di persone over 65 anni. Ma la lobby è molto attrezzata a livello mediatico e fa godere la caccia di un buon nome”.
“Sarebbe ora di liberarci dalla caccia come servizio pubblico. – ha proseguito Cervi - Non c’è nessuna evidenza che la caccia serva per la salvaguardia di biodiversità. Basterebbe guardare i numeri dei cinghiali. E infine: negli ultimi dieci anni la caccia ha ucciso 240 persone, in modo accidentale. Già solo questo dovrebbe spazzare via tutta la retorica a favore della caccia”.
“Il disegno di legge Malan – ha attaccato Chiara Bertogalli, presidente di Legambiente Parma - è per ora sepolto dagli emendamenti ma sappiamo che la maggioranza in parlamento ha i numeri per approvarlo, è un segnale: liberalizza tempi, luoghi e modi dove la caccia si può svolgere. Questa Fiera fa del green washing: pitturiamo le armi come elemento di svago e il pericolo è una graduale strategia di accettazione sociale delle armi.
“Vorrei ricordare tra le altre cose – ha proseguito Bertogalli - il ddl Malan liberalizza il visore termico per la caccia agli ungulati. È l’apertura ad altri usi. Il visore termico consente la caccia di notte, proprio nelle ore in cui si muove la fauna selvatica, il che li rende più facilmente cacciabili.
Inoltre liberalizza la braccata, sulla neve e in spiaggia e rende il parere di Ispra non più necessario”.
“C’è anche un impatto sociale che a mio avviso è molto trascurato – ha aggiunto la presidente di Legambiente - perché passa attraverso la caccia. Uscire nei boschi per la pratica del bath forest, andare a funghi, correre, i fotografi naturalisti, ma anche chi fa lavori in campagna, significa rischiare di essere una vittima accidentale di cacciatore. In moltissimi altri ambiti non sarebbe accettato questo tasso di mortalità. L’opinione pubblica non insorge. Sono piccoli cambiamenti che permettono di normalizzare l’uso delle armi”.
“Sulla Fiera – ha concluso Chiara Bertogalli - una cosa che lascia sbigottita è l’ingresso gratuito ai minori di 12 anni. Le armi da svago diventano un gioco, L’altra ambiguità sta nel nome stesso della fiera: outdoor , è un’altra cosa che non ha niente a che fare con l’uso delle armi. Outdoor significa di più fare escursioni in bicicletta piuttosto che l’uso delle armi all’aperto”.
Per la Lipu è intervenuto il direttore generale Danilo Selvaggi: “La caccia come passione e tradizione non basta più per essere accettata, bisogna vedere come impatta nella società, che tipo di futuro e immaginario costruisce. Alla fiera delle armi sto immaginando un futuro di abbattimenti, piombo e veleno, non di tutela della vita”.
“La nuova strategia della biodiversità europea prevede cose di grande rilievo: - ha detto Selvaggi - almeno il 30% di ogni territorio sia dedicato alla protezione della natura, di cui il 10% strettissimo. Al padiglione 5, Una, uomo natura ambiente, ma sono armieri : “Il ruolo degli istituti faunistici per raggiungere gli obiettivi nazionali ed europei sulla biodiversità” ma cosa propongono? Di inserire gli istituti faunistici a rientrare nel 30%. Assurdo”.
“Questa Fiera si farà per tre anni. – ha ricordato Ottolini - L’obiettivo del coordinamento di associazioni che è nato per contrastare tale Fiera è di far sì che venga definitivamente cancellata. Il problema principale è che si vuole una normalizzazione sull’uso delle armi, che stanno sempre più entrando nelle nostre vite: non è solo armi da caccia. Alcune delle aziende presenti vendono armi a eserciti e per uso personale.
Siamo riusciti a ottenere l’applicazione di un codice etico affinché evitare che i bambini maneggino armi ed evitare che ci siano armi per difesa personale come invece era a Brescia negli anni scorsi”.
Altre iniziative contro la Fiera delle Armi: venerdì pomeriggio una biciclettata critical mass; sabato mattina una conferenza; sabato pomeriggio ore 15 un corteo . Domenica un’altra biciclettata verso Fiera e poi un presidio in piazza”.
Danilo Amadei, della Casa della Pace, ha segnalato che “Fino a venerdì scorso la promozione della Fiera si presentava come “fiera della caccia, outdoor e della difesa personale”. Lo abbiamo segnalato al sindaco e presidente delle Fiere Mosconi , i quali erano ignari ma poi hanno fatto togliere almeno i termini “difesa personale”. Il sindaco di Verona ha negato l’autorizzazione a quella fiera, la stessa cosa deve avvenire anche a Parma”