<
Giugno 2018
>

Badia Cavana - Abbazia di San Basilide

Badia Cavana - Abbazia di San Basilide

Lesignano de' Bagni Badia Cavana, Abbazia di San Basilide

Secolo XI - XII L’abbazia sorge su un’antica strada che dalla città di Parma raggiungeva la Toscana, attraverso il passo del Lagastrello e il monastero di S. Salvatore e S. Bartolomeo di Linari, importante luogo di sosta per viaggiatori e pellegrini.Fondata tra il 1097 e il 1106 dalla congregazione benedettina riformata di Vallombrosa, l’abbazia viene retta da questa famiglia monastica fino al 1485.L’abbazia di San Basilide replica l’organizzazione degli spazi e le forme architettoniche delle altre abbazie dello stesso ordine e costituisce quindi il prototipo della fondazione vallombrosana, con la chiesa dalla pianta a T orientata a est e il chiostro quadrato sul fianco meridionale della chiesa.La chiesa dell’abbazia, realizzata al principio del XII secolo in piccoli blocchi di pietra squadrata, consiste di un’unica navata coperta a capriate con transetto sporgente e abside semicircolare.Sul fronte della chiesa è stato aggiunto, sempre nel XII secolo, un portico a due arcate e loggia superiore, con capitelli raffiguranti i simboli degli evangelisti.Nell’interno della chiesa, semplice e privo di decorazioni, da notare il pulpito per la proclamazione della Parola ricavato nello spessore del muro laterale sinistro e la doppia scala davanti all’altare che scende alla cripta, dove sono conservate le spoglie di San Basilide.Sul fianco meridionale della chiesa si trova il chiostro, oggi in parte inglobato in edifici successivi e non visitabile, con il refettorio (lato sud), la sala capitolare, la cripta sepolcrale per gli abati e l’accesso alla chiesa riservato ai monaci (lato est).La fondazione dell’abbazia è legata alla figura di Bernardo degli Uberti, abate di Vallombrosa, cardinale e legato apostolico di papa Pasquale II, la cui nomina a vescovo di Parma nel 1106 segna il passaggio della città dal sostegno all’Impero alla fedeltà al Papato.

Fonte Abbazia San Basilide

Foto F. Brunetti