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Ottobre 2018
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Parma - LA BASILICA MAGISTRALE DELLA STECCATA con gli affreschi del Parmigianino

Parma - LA BASILICA MAGISTRALE DELLA STECCATA con gli affreschi del Parmigianino

La Basilica di Santa Maria della Steccata trova origine da un piccolo Oratorio in strada S. Barnaba (l’attuale Via Garibaldi), dedicato a San Giovanni Battista e risalente al XIV sec.

Sul muro di questo Oratorio fu dipinta, nel XV sec., una Madonna allattante il Bambino che venne ben presto considerata miracolosa: infatti per tutelare l’Oratorio dalla folla e dall’impeto dei fedeli, l’immagine fu protetta con uno steccato che da allora le diede il nome di “Santa Maria de la Stachata”.

L’aumentare della devozione e il successivo abbattimento di un terzo dell’Oratorio in seguito alle opere di ampliamento a cui fu sottoposta strada San Barnaba, resero necessaria l’edificazione di un tempio più grande per meglio ospitare sia l’immagine che il crescente numero di fedeli. Alle spese per la costruzione di una più degna sede per la Madonna allattante parteciparono tutti i cittadini donando quanto potevano in base alle loro possibilità, permettendo così tra il 1521 e il 1539 l’erezione di questo gioiello rinascimentale, la cui architettura, forse non a torto, è da alcuni attribuita al genio di Leonardo che spesso si trovò a percorrere le vie di Parma.

All’interno dell’edificio si possono ammirare le opere di Michelangelo Anselmi, Molosso, Bresciani e primo fra tutti Parmigianino, più altri capolavori di illustri personalità che contribuirono ad arricchire il panorama artistico della città, in cui la Basilica della Steccata conferma la sua centralità nella vita e nelle tradizioni degli abitanti di Parma.

AFFRESCHI PARMIGIANINO (1531-1539)

L’artista nell’arcone del Presbiterio, ha voluto rappresentare la parabola tratta dal Vangelo secondo Matteo delle “Vergini Sagge e Vergini Stolte”: l’episodio racconta di dieci fanciulle che con le lampade accese uscirono di casa per andare incontro allo sposo, ma nella lunga attesa si addormentarono. Quando lo sposo arrivò le ragazze prudenti, che avevano fatto provvista di olio, poterono riaccendere le lampade e trovare la via per raggiungerlo, mentre le altre ragazze (stolte) andarono invano nel buio a cercare dell’olio anche per le loro lucerne, ma una volta tornate videro le porte della casa dello sposo già chiuse. La parabola si conclude dicendo di vegliare ed essere previdenti poiché non sappiamo né il giorno né l’ora in cui Dio verrà.

Nella decorazione sono presenti numerosi elementi allegorici come i vasi che le fanciulle recano sul capo, simbolo del ventre materno della Madonna: infatti il tema di Maria, Madre amorosa di ogni uomo, è da collegarsi con l’immagine tenera e familiare della Madonna Allattante posta sull’Altare Maggiore e a cui è dedicata l’intera Basilica; dai vasi inoltre escono gigli bianchi, inno alla purezza verginale di Maria.

Sono anche rappresentati i quattro elementi della natura sotto forma di:

Chiudono la decorazione quattro figure a monocromo: Adamo, Eva, Mosè ed Aronne, che Parmigianino ha voluto rappresentare, con un grande effetto illusionistico, come “statue viventi” che paiono uscire dalla loro nicchia e protendersi verso lo spettatore.

Da ricordare è che il disegno dei rosoni in rame dorato fu realizzato dallo stesso pittore.

colore rosso fiamma che fa da sfondo alla decorazione = fuoco

teste di ariete e frutti = terra

granchio e conchiglia = acqua

colomba = aria

 

 

Visita, legato alla Chiesa della Steccata, il "Percorso museale dell' Ordine Costantiniano" con dei reperti incredibili

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