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Agosto 2018
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Parma - Museo Glauco Lombardi

Parma - Museo Glauco Lombardi

MUSEO GLAUCO LOMBARDI

Il Museo  nato dalla passione collezionistica del colornese Glauco Lombardi (1881-1970), raccoglie testimonianze storiche e artistiche di grande interesse su Maria Luigia d’Asburgo e Napoleone Bonaparte, oltre a numerose opere e preziosi documenti  relativi al Ducato di Parma nei secoli XVIII e XIX.

La  Fondazione Museo "Glauco Lombardi" ha sede in alcune sale del grande complesso noto come Palazzo di Riserva che già nelle carte  topografiche del secolo XVII risulta di pertinenza ducale e legato all’articolato  sistema di edifici destinati alla vita della corte farnesiana ( Palazzo Ducale, Palazzo della Pilotta, Chiesa di San Pietro Martire, Palazzo del  Giardino). A quel tempo al suo interno si trovavano alcuni appartamenti  di corte, la foresteria destinata all’alloggio degli illustri ospiti dei sovrani e il teatro ducale, realizzato da Stefano Lolli nel 1687 e         demolito dopo la costruzione del Teatro Regio (1821-1829). Proprio le  sale che oggi ospitano il Museo vennero trasformate nel 1764, per opera  dell’architetto E.A. Petitot e per volontà del duca Filippo di Borbone e del suo potente primo ministro G. Du Tillot, in Casino da gioco per nobili e cortigiani.

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IL MUSEO: TESTIMONIANZE DI MARIA LUIGIA E NAPOLEONE

Il Museo, grazie agli oltre mille reperti esposti, affianca al nucleo principale varie sezioni, che delineano un esauriente quadro della storia della città di Parma negli anni precedenti e successivi al ducato di Maria Luigia. Un museo di cose personali, di oggetti familiari, di vita quotidiana, che offrono al visitatore la possibilità di avvicinarsi a personaggi straordinari e a un’epoca di grande cultura. Lo splendido Salone delle Feste ospita le testimonianze più prestigiose relative al periodo francese: l’imponente ritratto di Maria Luigia imperatrice, opera di R. J. Lefèvre, l’elegante corbeille de mariage donata dall’imperatore alla giovane sposa per contenere parte del sontuoso corredo, Napoleone Bonaparte effigiato in un carboncino di F. Gérard, il quadro raffigurante il re di Roma addormentato dipinto da P. P. Prud’hon e i tanti cimeli, stampe, lettere dell’epoca. Lungo tutto il percorso museale svariate testimonianze rimandano invece al periodo ducale, che vediamo rivivere attraverso i due abiti appartenuti a Maria Luigia e i numerosi oggetti di uso personale e privato (gioielli, ventagli, cristalli, disegni, servizi per cucito, pesca, pittura, etc…).Agli acquerelli di Giuseppe Naudin di grande interesse storico-documentario, che ritraggono gli interni del distrutto Palazzo Ducale, si affiancano vedute delle diverse residenze della sovrana, piccoli quadri dei due figli nati dal matrimonio morganatico di Maria Luigia con il generale Neipperg e numerose immagini di personaggi gravitanti nell’ambito della corte, oltre a differenti effigi della duchessa, prima fra tutte un rarissimo dagherrotipo databile ai suoi ultimi anni di vita.Tante e pregevoli le opere pittoriche di scuola italiana e francese del Sette e Ottocento. Primeggiano i fogli di E. A. Petitot (1727-1801), geniale architetto lionese della corte borbonica al quale si devono progetti, schizzi, incisioni, ispirati all’opera di rinnovamento neoclassico da lui intrapresa, e le stampe di Paolo Toschi (1788-1854), maestro dell’intaglio su rame, membro della “Società parmigiana degli incisori all’acquerello”, direttore dell’Accademia di Belle Arti, artefice di straordinarie serie calcografiche, tra le quali si ricordano principalmente quelle riproducenti le opere di Correggio e Parmigianino.Numerose sono le testimonianze riferibili al celeberrimo stampatore Giambattista Bodoni (1740-1813), altro importante protagonista dello scenario artistico parmense, autore, tra l’altro, del prezioso cimelio tipografico-pittorico offerto in dono a Napoleone e Maria Luigia in occasione della nascita del re di Roma nel 1811.Non meno rilevante, infine, risulta essere il ricchissimo archivio che raccoglie i carteggi autografi della sovrana, corrispondenze e documenti delle nobili famiglie parmensi e dei personaggi legati alla corte ducale.

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